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La STAMPA online scrive del My Transfo

Il trasformatore, questo sconosciuto (ma fondamentale strumento d’energia)

di ANTONIO LO CAMPO (Pubblicato il 22/11/2016)

Senza di loro non potremmo nemmeno accendere una lampadina o il televisore, fare il bucato con la lavatrice o passare l’aspirapolvere, ma nemmeno studiare le particelle elementari come il bosone di Higgs o l’antimateria. Sono i trasformatori elettrici, macchine semisconosciute ma senza le quali non potremmo sfruttare le grandi possibilità che ci fornisce l’energia elettrica, dalla produzione industriale alla nostra vita quotidiana. Arrivano a pesare fino a centinaia di tonnellate, e possono raggiungere, in alcuni casi, fino a 400 Megawatt di potenza. Garantiscono l’erogazione e la gestione dell’energia elettrica di interi paesi, l’alimentazione di grandi aree abitate e industriali. Sono apparati tecnologici che operano “nell’ombra” ma il loro lavoro è determinante. Succede di rado, ma quando si fermano, è il blackout.

L’eco design dei trasformatori
Lo “stato dell’arte” sui trasformatori in Italia (e in Europa), le loro capacità, e i miglioramenti da apportare per il futuro, sono stati al centro di un recente meeting di due giorni dal titolo “My Transfo”, giunto all’ottava edizione. Ospitato presso l’Environment Park di Torino e organizzato da Sea Marconi (di Collegno, alle porte di Torino), gruppo italiano noto per i numerosi brevetti nella decontaminazione dei trasformatori, il meeting ha visto la partecipazione di circa 200 esperti provenienti un po’ da tutto il mondo, tra i quali 29 relatori, che sono convenuti a Torino per confrontarsi sulle tematiche ambientali, economiche e di sicurezza connesse alla trasformazione elettrica. “Da tempo si punta molto all’eco-design dei trasformatori” – spiega Vander Tumiatti, Presidente della SEA Marconi – “e a progettare macchine più sofisticate e sicure. I pericoli? In caso di incendi vi sarebbe l’alta tossicità degli olii minerali che li fanno funzionare. E si tratta di tonnellate di olii. Ma guardando con occhio attento all’ambiente, stiamo assistendo alla diffusione di olii che non arrecano danni ambientali: si tratta degli esteri naturali, fluidi di derivazione vegetale e quindi ecocompatibili e più sicuri perché, grazie all’alto punto di fiamma, sono difficilmente infiammabili”. I trasformatori sono macchine diffuse in grande numero e distribuite tutt’intorno a noi:”Solo in Europa vi sono 4 milioni di trasformatori” – aggiunge Tumiatti – “e l’industria di queste macchina in Italia ha un valore di un miliardo e 100 milioni di euro. Il 50 per cento viene esportato in vari paesi europei ed extraeuropei. E’ un settore che guarda al futuro, è in espansione, e potrà avere ricadute importanti anche in termini di occupazione”.

Quasi quattro milioni di tonnellate di CO2 in meno
Grazie a trasformatori più efficienti, in le centrali elettriche, fabbriche, luoghi pubblici e abitazioni private, sarà possibile, a partire dal 2020, risparmiare intorno ai 16.000 Gwh l’anno, corrispondenti a 3,7 milioni di tonnellate di CO2 in meno: “Per fare questo sono in atto studi per migliorare la struttura dei trasformatori” – aggiunge Francisco Blanquez, ricercatore del CERN di Gineva – “e tutto questo si svolge anche presso i nostri laboratori a Ginevra. Lavoriamo inoltre per migliorare il fattore della loro sicurezza e quello eco-ambientale. I trasformatori hanno una vita media tra i 30 e i 40 anni ed una potenza media di 80-100 Megawatt fino a raggiungere potenze di 300 o 400 MegaWatt.”. Al meeting, è anche emerso quanto il ruolo della produzione in qualità delle aziende italiane, sia importante nel mantenimento di elevati margini di competitività. Il prossimo appuntamento è in programma per il 2018, anche per celebrare un anniversario: “SEA Marconi compirà cinquant’anni” – aggiunge Vander Tumiatti – “e il prossimo My Transfo sarà l’occasione per celebrare la nostra azienda dedicata a Guglielmo Marconi, che mi ha sempre affascinato per essere stato un eccellente scienziato, un imprenditore, un pioniere italiano fuori dai canoni accademici ed industriali classici ed uno sperimentatore capace di tradurre le sue brillanti idee in innovazioni universalmente impiegate. E non a caso la prima idea che diede luce alla Sea Marconi, prese vita parlando con un cliente di Collegno, che mi domandò chi poteva “trattare” in modo sicuro ed ecologico l’olio contenuto nei suoi trasformatori elettrici sovraccaricati”.